Quale cultura per una città senza biblioteche e musei?



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Foggia e la voglia di mantenere viva la cultura. Ma “Quale  cultura senza biblioteche e musei”. La legge Delrio: discussioni e proposte per non perdere e mantenere efficiente il patrimonio culturale del nostro territorio

“Quale cultura per una città senza biblioteche e musei? ” questo il titolo del dibattito che si è svolto Giovedì 26 marzo 2015 alle ore 17.30 presso Palazzo Dogana a Foggia. L’incontro è stato introdotto da Tiziana Zappatore, Presidente dell’Associazione Capitanata Futura ed è stato animato dagli interventi di Giovanni Cusenza, delegato della Provincia di Foggia; Saverio Russo, Presidente della Fondazione Banca del Monte di Foggia; Giovanna Caserta, dirigente scolastico dell’Istituto San Pio X di Foggia; Isabella Tammone, Responsabile dell’Area Biblioteche Università di Foggia e Anna Paola Giuliani Assessore alla Cultura del Comune di Foggia.
Qual è il problema? Che rischi si corrono?

Rispondiamo preliminarmente a queste domande per comprendere le motivazioni di questo incontro. Con la Legge n.56 del 7 aprile 2014, la cosiddetta Legge Delrio, si è previsto che tra le fondamentali funzione delle Province non rientrasse anche la Cultura, compresa invece tra quelle trasferite o delegate dalle Regioni. E’ importante anche sottolineare che la Amministrazioni Provinciali sono state interessate da drastici tagli alla spesa, che naturalmente gravano sull’erogazione dei servizi. Si rischia, di conseguenza, di perdere il fondamentale patrimonio culturale che il nostro territorio ha conservato e mantenuto fino ad oggi, tanto apprezzato dalla comunità e da chi ne fruisce. A tal scopo il dibattito, per riflettere insieme, ragionare attentamente e capire cosa concretamente è utile porre in essere per scongiurare questo rischio. Per introdurre il problema è stato riprodotto un video realizzato dal personale dipendente della Biblioteca Provinciale di Foggia per render nota questa realtà, i servizi che vengono offerti e che non tutti conoscono, per sensibilizzare anche l’opinione pubblica circa quanto sta accadendo e, peggio ancora, potrebbe accadere, invitando a riflettere sull’importante ruolo di conservazione della memoria e della storia. Questo il grido d’allarme del Direttore della Biblioteca Provinciale di Foggia Francesco Mercurio che chiede se davvero questa realtà sia da rottamare.

A questo dibattito non potevano mancare gli studenti che in primis vivono quotidianamente le sale lettura, le biblioteche e gli altri luoghi di cultura e arte in cui si informano, allargano i propri orizzonti, riempiono la propria mente ed entrano in contatto con diversi punti di vista e prospettive. Il primo studente ad intervenire è stato Valerio L’Arab dell’Associazione studentesca Link che focalizza la sua attenzione sul diritto allo studio che assolutamente deve essere garantito. Limitare il patrimonio culturale disponibile non rappresenterebbe, del resto, che un taglio al diritto allo studio. Proprio per questo, si appoggia l’idea di un tavolo tecnico per discutere e riflettere sulla migliore delle soluzioni possibili per la risoluzione del problema e, più in particolare, l’invito è alla realizzazione di una mobilitazione collettiva.

10429843_1600902443479705_9047455831972240683_nSegue l’intervento di Valentina di Corcia dell’Associazione studentesca Area Nuova. Quest’ultima sottolinea l’idea da portare avanti citando la celebre affermazione di Gianni Rodari ” Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perchè nessuno sia più schiavo”. E’ uno spunto di riflessione questo perchè un impoverimento della cultura, porta inevitabilmente alla schiavitù. L’ignoranza cui si è costretti è una gabbia che non permette di crescere, di andare oltre, di essere sempre affamati di sapere e conoscenza. Bisogna ribellarsi allo status quo ed intervenire per scongiurare ciò che purtroppo potrebbe accadere. Sì al tavolo tecnico ma con la speranza che le istituzioni non dimentichino i giovani,  che sono il futuro di questa città ed è proprio da qui che si può partire per creare e migliorare.

Prosegue Francesco Dalmaso, per la Consulta Provinciale degli studenti, che si fa portavoce del bisogno di cultura e di fonti di cultura, la stessa che offre la possibilità a tutti di potersi esprimere, una risorsa su cui Foggia può e deve puntare. “La cultura  è un bene che, diviso per tutti, invece di diminuire, aumenta” -afferma- e parla della necessità di conoscere il proprio passato, la nostra storia perchè solo conoscendo le nostre radici siamo in grado di comprendere il presente ed intervenire per il nostro futuro. Dopo gli interventi degli studenti, prende parola Giovanni Cusenza, delegato della Provincia di Foggia che riflette sulla poca tempestività d’intervento in quanto, quando si è deciso di riformare le province, ci sarebbero stati pochi dibattiti e lo scenario di oggi non sarebbe che la conseguenza di quell’occasione persa. Oggi la situazione è complessa ma si può ancora intervenire. Ci si deve ribellare ed insieme si può cambiare. L’importanza e l’enfasi di questo invito è stato pertanto riproposto da Anna Paola Giuliani, Assessore alla Cultura del Comune di Foggia, che spera che i politici possano superare lo steccato ideologico e fare squadra, perchè una visione d’insieme può aiutare le istituzioni a capire verso che direzione muoversi. Stimola il dibattito generale perchè il silenzio è assordante e se ne deve parlare. Il problema c’è, il rischio esiste e il Comune vuole partecipare, vuole essere presente ma non può farlo da solo.

Ed infatti il Comune non sarà solo, perchè Saverio Russo, Presidente della Fondazione Banca del Monte di Foggia, dichiara la disponibilità ad intervenire concretamente come già è accaduto e porta l’esempio dell’allagamento che interessò la Biblioteca Provinciale nel 2013. E’ necessario però intervenire al più presto per evitare che tutto finisca in cavalleria o in propaganda. Queste le parole di Saverio Russo che propone, oltre ad una maggiore integrazione tra Biblioteca Provinciale e Biblioteche universitarie, anche l’istituzione di un polo regionale delle biblioteche provinciali creando una rete tra le stesse, una governance unica per poi fare economie di scala su costi che ogni biblioteca sopporta.
Interviene poi Giovanna Caserta, dirigente scolastico dell’Istituto San Pio X di Foggia che manifesta l’esigenza di interlocutori: chiede cioè che si parli, si discuta di quanto affligge il sistema, anche scolastico, in quanto le scarse risorse finanziare costituiscono un limite per l’offerta formativa oggi al collasso. A prescindere da chi sarà l’ente competente, regione o provincia, c’è quindi bisogno di un ente per proporre, discutere e stipulare convenzioni, di creare cioè un sistema culturale integrato.

Isabella Tammone,Responsabile dell’Area Biblioteche Università di Foggia, parla della necessità di preservare il patrimonio della Biblioteca Provinciale anche perchè l’Università degli Studi di Foggia ne ha bisogno, essendo un ateneo giovane con circa centomila volumi contro i trecentocinquantamila della Biblioteca Provinciale.  Le biblioteche universitarie si appoggiano alla Biblioteca Provinciale, anche e soprattutto per quel che riguarda il settore umanistico. L’Università, con le risorse finanziarie disponibili, punta, in primis, ad arricchire le banche dati di carattere scientifico finalizzate alla ricerca e alla didattica. Importante è anche la Convenzione di SBN stipulata a partire dal 2009: entrando nel polo, il catalogo ha iniziato a godere di una visibilità non solo nazionale ma anche internazionale. Sono state poi realizzate due edizioni di corsi post-laurea di catalogazione e sono state formate circa quaranta persone. Quali sono le proposte? Si crede nell’utilità di un tavolo tecnico e di interventi razionalizzati ed intelligenti non solo nella catalogazione ma anche nell’acquisto di materiale informatico, dove non presente.

Altri interventi hanno animato l’incontro: pensiamo alle parole di Francesco Mercurio, Direttore della Biblioteca Provinciale di Foggia, il cui appello suggerisce di mettersi insieme e trovare soluzioni: lamentarsi è, per lui, controproducente. Una biblioteca, in definitiva, non è e non deve essere un optional, ma un obbligo che la Legge Delrio avrebbe dimenticato. Infatti, “la cultura a Foggia non può morire e non può farlo per ragioni meramente ragionieristiche “, queste le parole di Vincenzo Rizzi, che sottolineano come la cultura sia essenziale a dispetto di quanto sembra accadere.
Tiziana Zappatore, Presidente dell’Associazione Capitanata Futura, conclude il dibattito con una sintesi delle parole chiave emerse durante l’incontro: “Contro la decrescita culturale che genera schiavitù affinchè non ci sia rassegnazione ma partecipazione, per l’estensione provinciale della protesta/proposta attraverso la discussione democratica per la creazione di un sistema integrato della cultura per giungere da uno stato di emergenza ad uno stato di concentrazione e attenzione per il futuro.

Claudio Abbado disse: “La cultura permette di distinguere tra bene e male, di giudicare chi ci governa. La cultura salva.” Non permettiamo che le fonti e le risorse culturali del nostro territorio vengano rottamate o non siano più efficienti. Non smettiamo, quindi, di essere critici, non accontentiamoci di sopravvivere ma viviamo e continuiamo a porci domande su quanto ci circonda, non rassegnamoci a quanto accade ma attiviamoci per realizzare noi stessi il cambiamento che vorremmo vedere.

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