Raccolta differenziata: Ambientalisti bacchettano il Comune di Foggia



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Raccolta differenziata: Ambientalisti bacchettano il Comune di Foggia
Raccolta differenziata: Ambientalisti bacchettano il Comune di Foggia

“Si avvicina un’emergenza rifiuti, obbligare AMIU al 65 % di raccolta differenziata”

Questa la paura di Legambiente, Lipu, WWF, Acli Ambiente, Verde Ambiente e Centro Studi Naturalistici, che chiedono al Comune di Foggia di sottoscrivere con AMIU Puglia un Contratto di Servizio che obblighi l’azienda al conseguimento di una quota minima di raccolta differenziata pari al 65% dei rifiuti.

Le associazioni chiedono, inoltre, che si predispongano in tutta la città bidoni dedicati per la “frazione organica” . “È essenziale” riferiscono “separare la “frazione organica” dei rifiuti, costituita principalmente dagli scarti alimentari, dalla “frazione secca”, costituita prevalentemente da imballaggi, bottiglie e lattine. La “frazione organica” infatti è la parte di rifiuto che richiede i trattamenti più costosi e complessi (biostabilizzazione e tritovagliatura) oltre a essere molto pericolosa per l’ambiente una volta smaltita in discarica per la produzione di percolato a contatto con l’acqua piovana”.

Raccolta differenziata: Ambientalisti bacchettano il Comune di Foggia
Raccolta differenziata: Ambientalisti bacchettano il Comune di Foggia

Punto di partenza per l’appello, è il fallimento certificato: “Dall’Atto dirigenziale n. 391 della Regione Puglia che per Foggia fissa l’eco tassa al massimo, 25,82 euro per tonnellata smaltita in discarica, non avendo conseguito nessuno degli obiettivi fissati, compreso i requisiti minimi relativi alla qualità e al monitoraggio della raccolta differenziata. Lo stesso Atto dirigenziale certifica inoltre che il Comune di Foggia è inadempiente in relazione al Decreto Legislativo 152/2006, non avendo sottoscritto un contratto con AMIU Puglia che preveda il conseguimento dell’obiettivo minimo del 65% di raccolta differenziata. I dati relativi alla Raccolta Differenziata (R.D.) sono inesorabili perché per il mese di ottobre 2016 su 6.283 tonnellate di rifiuti la R.D. è ferma a 1.167 ton. (18,57%) con solo 81 ton. di “frazione organica” (1,3% del totale).

Il timore, quindi, è che il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati, oltre al danno ambientale, porti anche ad un aumento della tassa sui rifiuti.

Infatti: “Con tariffe destinate a crescere esponenzialmente e aggravi di costi pari a oltre 1.800.000 euro annui, più si differenzia più si risparmia, sia in costi economici che ambientali

 

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