Radetzsky e co. : la magia del Concerto di Capodanno

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Il M° D'Antò, l'orchestra e i quattro solisti

L’Associazione Daunia Classica ha iniziato il 2017 nel migliore dei modi. Il suo Concerto di Capodanno ha soddisfatto tutti i palati

Il primo giorno dell’anno, da ben 58 anni, gli italiani guardano il tradizionale Concerto di Capodanno da Vienna, a cui si aggiunge, dal 2004, il Concerto di Capodanno dal Teatro La Fenice di Venezia. Di nascita più recente, invece, è il Concerto di Capodanno, organizzato dall’Associazione Daunia Classica (presieduta dal Dott. Enrico Salerno), che si tiene,  dal 2 gennaio 2016, al Teatro “Umberto Giordano” di Foggia.

Per il secondo anno consecutivo, quindi, il più importante teatro cittadino ha ospitato l’Orchestra Sinfonica “Suoni del Sud”, diretta dal Maestro Antonio D’Antò. Al concerto hanno partecipato quattro cantanti: il soprano Libera Granatiero, il mezzosoprano Angela Bonfitto, il tenore Raffaele Pastore e il baritono Matteo D’Apolito.

Libera Granatiero e Matteo D'Apolito
Libera Granatiero e Matteo D’Apolito

Anziché proporre un inutile scimmiottamento del Neujahrskonzert viennese, i “Suoni del Sud”, con grande maestria, hanno eseguito celeberrime arie (pensiamo a Vissi d’arte, interpretata magnificamente da Libera Granatiero; o a Nessun dorma) e alcune composizioni strumentali della migliore tradizione musicale europea (l’Intermezzo dalla Fedora di Umberto Giordano, presentato in apertura poiché quest’anno si celebrano i 150 anni dalla nascita del Maestro foggiano), accolte con enorme entusiasmo dal numerosissimo pubblico, il quale non ha mai fatto mancare il suo sostegno ai quattro solisti.

Accanto al tradizionale repertorio operistico (Verdi, Bizet, Puccini, Donizetti e Rossini) figurava, come ultimo pezzo, un valzer straussiano, Voci di primavera, uno dei più noti del Re del valzer (fu Karajan, nel 1987, il primo ad eseguirlo durante il Concerto di Capodanno da Vienna, anche se nell’originaria versione per soprano e orchestra; solamente due anni dopo, nel 1989, Carlos Kleiber diresse per la prima volta la consueta versione strumentale).

L’apice della bellezza, probabilmente, è stato raggiunto nell’esecuzione del quartetto dal Rigoletto di Verdi: quelle quattro voci, intrecciate in un filo indissolubile, hanno consentito al pubblico di conoscere il primo, sincero attimo gioioso del nuovo anno. Prendendo in prestito una celebre citazione dal Faust di Goethe, un qualsiasi spettatore avrebbe potuto interrompere l’esecuzione e dire: ” Fermati, attimo, sei così bello! ”.

Il dottor Faleo
Il dottor Faleo

Il premio “Città di Foggia”

Durante la serata, inoltre, è stato consegnato per la prima volta il premio annuale “Città di Foggia”, nato come riconoscimento per i cittadini foggiani distintisi per meriti umanitari e di solidarietà. A riceverlo, il dottor Domenico Faleo, medico chirurgo e già Primario del reparto di gastroenterologia presso gli Ospedali Riuniti di Foggia. Con questa scelta la commissione incaricata alla designazione Premio ha voluto ricordare alla popolazione foggiana che tenacia e dedizione sono le carte vincenti per fare crescere il territorio. Infatti il riconoscimento è stato consegnato al dottor Faleo perché ha saputo coinvolgere le istituzioni sia pubbliche che private e la società civile nella creazione di un Comitato finalizzato alla raccolta dei fondi necessari per la realizzazione del secondo acceleratore lineare per la radioterapia.

Sulle note della scatenata Marcia di Radetzsky, la più famosa composizione di Johann Strauss padre, offerta come secondo bis (il primo è stato il celebre Libiamo ne’ lieti calici, eseguito nell’insolita veste per quattro voci), il concerto è terminato tra il furore del pubblico, inebriato ed estasiato dalla musica.