Rawan Yaghi e Mario Desiati danno il via ai “libri di ferro”

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Ieri, 30 gennaio, il CSOA Scurìa ha dato il via all’evento editoriale “libri di ferro” con due giovani autori

 Un weekend all’insegna della narrativa della resistenza, quello organizzato dal CSOA Scurìa di Foggia.

L’evento è cominciato nella mattinata di ieri, 30 gennaio; i membri dell’associazione hanno collaborato, per l’occasione, con quindici case editrici, per le quali sono stati predisposti dei banchetti, sui quali ciascuna ha esposto i suoi libri legati al tema (qui il programma). 

Nel pomeriggio, come da programma, hanno avuto luogo due dibattiti, a partire dalla presentazione di due libri.

Protagonista del primo dibattito è stata Rawan Yaghi con  il suo libro Gaza Write Back – Racconti di giovani autori e autrici da Gaza, Palestina; si tratta di una raccolta di 23 racconti scritti da 15 ragazzi, e Rawan è una di loro. Ventitré racconti, come il numero delle volte che la striscia di Gaza è stata colpita dai bombardamenti tra il 2008 e il 2009. Classe 1993, la giovane vive in Italia dallo scorso novembre per motivi di studio; fa fatica a parlare la nostra lingua, si emoziona, chiede scusa e ricomincia a raccontare in inglese, la stessa lingua in cui sono scritti i racconti. Con commozione spiega che questa raccolta nasce per dar voce a dei giovani la cui vita è fatta di paura, bombe e morti. Perché “la scrittura arriva prima, dice, va al di là dei pregiudizi e dei confini geografici”. Quando le viene chiesto del suo racconto, Sopravvissuto, dice che lo ha scritto per alleviare il suo senso di colpa, un senso di colpa che nasce dall’essere riuscita a scappare dall’orrore e dalla paura, come invece molti altri giovani non sono riusciti a fare.

Poi, è la volta di Mario Desiati con il libro La notte dell’innocenza. Heysel 1985, memorie di una tragedia. Si tratta di un giovane autore pugliese, a vederlo sembrerebbe un ragazzo qualunque, è alla mano e prima della presentazione si ferma a parlare con tutti come niente fosse. Non è uno che se la tira, lui; eppure potrebbe. Alla sua età ha già all’attivo numerose pubblicazioni che vanno dalla prosa alla poesia e ha lavorato per riviste e case editrici. Per parlare di questo libro scava nella memoria e nei suoi ricordi di bambino. Aveva otto anni lui, quando assiste in diretta televisiva alla tragedia dello stadio Heysel a Bruxelles – poco prima del fischio di inizio della finale calcistica della Coppa dei Campioni Juventus-Liverpool – in cui persero la vita trentanove persone e ne rimasero ferite circa seicento. Per la prima volta il mondo assisteva in diretta televisiva ad una tragedia; “chi ha assistito a quelle immagini, quella sera, ha perso un po’ della sua innocenza” ha detto lo scrittore di Locorotondo. Per questo ha deciso di scriverne. Perché, al di là del fatto ormai storico, qualcuno doveva raccontarne la tragedia umana, il momento in cui l’uomo diventa bestia, un non-umano. E pensa al calcio di oggi, che in fondo non è cambiato tanto. Nel suo libro, Mario Desiati ripercorre quei tragici momenti dall’inizio, ne ricostruisce l’esatta cronologia, ne indaga le cause: lo stadio – una costruzione degli anni ’30 costruita in occasione dell’Expo – non ristrutturato, la vendita di biglietti falsi, la presenza di quindicimila persone in più del previsto, i tifosi del Liverpool che danno il via alle risse. E, alla fine, il crollo del settore Z della curva. Si tratta di un racconto accorato ed estremamente realistico, fatto a partire dalle storie di Giuseppina e Otello, che quel giorno persero la vita.

I due dibattiti sono stati molto apprezzati dal pubblico presente, che ha partecipato attivamente con domande e opinioni personali, dando vita ad un momento di condivisione molto importante.

“Libri di ferro” continua nella giornata di oggi, con la presenza di Cristiano Armati ed Antonella Fiore.

La conclusione dell’evento avrà luogo in serata.