Referendum: i giovani di Forza Italia votano NO

0
Pierluigi Zarra (il secondo da sinistra) e altri componenti del coordinamento cittadino

In una nota, il coordinatore cittadino, Pierluigi Zarra, esprime la posizione dei giovani foggiani di Forza Italia

‘In vista del referendum del 4 Dicembre sulla Riforma Costituzionale, indetto dal governo Renzi, ci sembra doveroso mettere in chiaro alcune posizioni fondamentali che rimangono all’oscuro dell’attenzione mediatica, che, come ben sappiamo, è sempre stata in mano ai governi ed al potere di sinistra, e ci sembra altrettanto fondamentale prendere le distanze da alcune affermazioni. Questa riforma costituzionale a cui siamo chiamati in maniera incisiva ed effettiva a scegliere, non fa altro che segnare uno spartiacque insuperabile per le vicende politico-civili della nostra Nazione.

Logo del partito
Logo del partito

Una riforma costituzionale particolarmente deviante, una riforma che non potrebbe essere denominata tale poiché di per sé è una vera e propria rivoluzione. Ma per quale motivo il movimento giovanile di Forza Italia di Foggia ha deciso di schierarsi esplicitamente per il No?

La riposta è tautologica: si trova nella stessa matrice ontologica della riforma, perciò non c’è bisogno di essere giuristi o docenti universitari, avvocati ed altro, ma basta solamente dedicare qualche minuto alla lettura e denotare lo stravolgimento posto in essere dal legislatore. Questa riforma, strutturata in maniera confusionaria e poco chiara, implicitamente lede il principio di chiarezza e determinatezza della legge sancito e sacralizzato nella nostra Costituzione.

In primis, siamo a favore del No perché tale riforma rappresenta uno schiaffo morale nei confronti dei nostri avi, dei nostri illustrissimi padri costituenti, che hanno lottato per strutturare una Nazione che si dicesse e professasse il principio democratico, uno dei tanti elementi che questa “riforma” Costituzionale andrebbe a privare. È sufficiente solo considerare l’aumento della soglia minima di partecipazione ai disegni di legge di iniziativa popolare: qualora la riforma passasse, il quorum aumenterebbe da 50.000 a 150.000 firme. Non bisogna dimenticare, però, anche la privazione generica che verrà posta nei confronti del cittadino, il quale non sarà più chiamato a scegliere personalmente il proprio rappresentante, ma si assisterà solo ad un gioco di forza delle varie segreterie di partito.

In secundis – prosegue il coordinatore – tale riforma non porterebbe alcun tipo di semplificazione, perché si moltiplicherebbero fino a dieci volte tanto l’uso dei procedimenti legislativi, incrementando ulteriormente la confusione nella fruizione e nell’effettività delle norme. Tale riforma, quindi, non permetterebbe il superamento del bicameralismo, poiché andrebbe a creare ulteriore confusione e costituirebbe delle vere e proprie faglie di criteri di competenza tra Stato e Regioni. Il potere sarebbe infatti accentrato nelle mani di pochi soggetti ed andrebbe ad ingolfare per l’ennesima volta la macchina statale, che invece è ben regolata, seppur nonostante alcuni limiti, dall’articolo 117 della Costituzione sulla competenza delle Regioni, sistema decentralizzato utile ad alleggerire il carico di lavoro dello Stato.

Una delle questioni che solleva un interesse particolare per noi cittadini, riguarda la possibilità di risparmio di cui la Nazione potrebbe giovare, ma in realtà nemmeno questo punto può essere tenuto in considerazione per il semplice fatto che i costi del Senato saranno ridotti solo di un quinto e allora, cari lettori, a questo punto perché non dimezziamo anche i deputati della Camera? Perché non provvediamo a stravolgere e sistemare il sistema della macchina della giustizia?

Ogni anno la Repubblica Italiana spende ben 700 milioni di euro per portare avanti il sistema giudiziario: in una classifica globale sulla gestione giudiziaria, comprendente 200 paesi, noi occupiamo il 158° posto in graduatoria e siamo stati superati anche da paesi come il Congo. Stiamo parlando del nulla, stiamo parlando di una manovra di per sé incostituzionale, stiamo parlando di risparmio quando siamo capaci di sprecare ben 2 milioni per una campagna pubblicitaria (quella per il Sì, ovviamente) e siamo altrettanto capaci di parlare di risparmio, quando oggi, per l’ennesima volta ci ritroviamo a dover raccontare di catastrofi ambientali, come il terremoto che ha colpito ancora la nostra Italia, parliamo di stravolgere la Costituzione quando invece c’è gente che ha perso la casa, ha perso tutto e si ritrova ancora ad affrontare problemi ben più complessi dove l’aiuto del governo continua a tardare e risulta per lo più inefficace.

Cari lettori, questi sono solo alcuni punti che ci spingono a prendere una decisione drastica, e invito voi tutti, con questa piccola nota – conclude Pierluigi Zarra – a riflettere ed appoggiare quello che il movimento giovanile di Foggia e provincia sta cercando di portare avanti: diciamo NO a questo “stupro” costituzionale – concedetemi il termine – diciamo NO alla riforma”.