#salute&benessere – Con il nastro rosa, sei cose da sapere sul tumore al seno



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LILT Nastro Rosa 2015

Torna il mese della lotta al tumore al seno: con un nastro rosa le donne dicono no al big killer grazie alla campagna LILT FOR WOMEN

Ottobre si tinge di rosa. Questo è infatti il mese della prevenzione del tumore al seno.

La campagna “LILT FOR WOMEN- Campagna Nastro Rosa della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori” quest’anno giunge alla sua XXIII edizione e sceglie come claim “Fai prevenzione: proteggilo anche tu!”, invitando le donne a prendersi cura della propria salute e del proprio essere donna.

Siamo nel 2015, eppure nel nostro Paese, questa rimane la seconda causa di mortalità (24%) femminile. Il cancro al seno è preceduto solo dalle malattie di natura cardio-cerebrovascolare (41%), e la principale causa di morte tumorale (17%), seguito dal tumore del colon-retto (13%) e, forse non tutti lo sanno, dal tumore al polmone (11%), secondo i dati AIRTUM ed AIOM.

È inoltre il tumore più frequente tra le donne, rappresentando il 29% di tutti i tumori femminili e colpendo 1 donna su 8.

Ma andiamo con ordine.

#1 Cos’è il tumore al seno?
Il seno, o la mammella ad esser più precisi, contrariamente a quanto si pensi comunemente, non è una singola ghiandola, bensì un insieme di piccole ghiandole. 15-20 lobi (suddivisi in lobuli), immersi in tessuto adiposo, al di sopra della fascia pettorale che riveste il muscolo grande pettorale, i cui dotti lattiferi convergono nel capezzolo. Normalmente le cellule posseggono delle capacità di crescere e riprodursi sottoposte a dei “limiti” temporali e spaziali. Quello che accade nel caso di neoplasia (non solo mammaria) è che le cellule subiscano mutazioni geniche ed “impazziscono”, moltiplicandosi indefinitamente, non solo per un numero limitato di generazioni, ed al di fuori del sito di crescita, sfuggendo ai fisiologici meccanismi di controllo dell’organismo.

#2 Che differenza c’è tra tumore maligno e benigno?
Una domanda che spesso si sente porre e che lascia intuire poca chiarezza sul tema. La parola tumore sottende la situazione di crescita e moltiplicazione incontrollata che abbiamo già descritto. La differenza tra un tumore maligno ed una benigno, però, sta nel fatto che nel primo le cellule tendono a staccarsi, invadere i tessuti circostanti e a migrare in distretti lontani dall’organo di origine. Nelle formazioni benigne,invece, restano circoscritte all’organo in cui sono nate. In questo caso si tratta, solitamente, di cisti o fibroadenomi.

#3 Chi è a rischio?
Esistono dei fattori predisponenti allo sviluppo del tumore mammario. Il più importante è costituito dall’età. Ad essere colpite da neoplasia mammaria sono, nella maggior parte dei casi, donne over 50. Altri rilevanti sono rappresentati da eventi precorsi, (precedenti displasie o neoplasie mammarie). Da non sottovalutare i fattori ormonali, assunzione di contraccettivi o della terapia ormonale sostitutiva durante la menopausa. Hanno incidenza anche il fumo ed i fattori dietetici e metabolici, tra cui l’obesità.

#4 Il tumore al seno è ereditario?
Spesso si sente parlare di familiarità ed ereditarietà e le due cose possono esser confuse. Sebbene il tumore al seno non sia propriamente ereditario, tout court, sono considerati fattori di rischio non modificabili: la presenza di casi nella propria famiglia e alterazioni di geni (BCRA1 e BCRA2). Alcuni test riscontrano mutazioni a carico di questi geni in nuclei familiari in cui molte donne hanno sviluppato cancro al seno.

#5 Quando preoccuparsi?
Il dolore al seno non è senz’altro il sintomo principale, solo nello 0,4% dei casi questo si associa ad una lesione maligna. Mentre i campanelli di allarme, che devono essere riferiti al proprio medico, sono:
– Noduli palpabili, specialmente a livello del quadrante superiore esterno, o addirittura visibili. È da precisare che non sempre un nodulo è sinonimo di tumore maligno, ma è bene sempre approfondire.
– Cambiamenti nella forma o nelle dimensioni di uno dei due seni.
– Alterazioni della pelle (aspetto a buccia d’arancia localizzato in una precisa zona del seno).
– Alterazioni del capezzolo (retrazioni, ispessimenti, arrossamenti, perdite).

#salute&benessere - Con il nastro rosa, sei cose da sapere sul tumore al seno
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#6 Prevenire si può?
Bisogna porre attenzione all’uso della parola “prevenzione”. Si parla di prevenzione primaria quando si intende eliminare le cause che possono contribuire allo sviluppo del tumore. In tal senso è opportuno intervenire sui fattori di rischio modificabili: stile di vita sedentario, dieta, fumo. Negli ultimi anni , nell’ambito della prevenzione primaria, la farmaco prevenzione ha assunto un ruolo rilevante. Si tratta di una terapia farmacologica preventiva e consiste nell’assunzione di sostanze che evitano o bloccano il processo di cancerogenesi. Più comunemente, si fa riferimento alla prevenzione secondaria, ossia la diagnosi precoce. Scoprire tempestivamente un tumore significa ridurre sensibilmente la mortalità, aumentare le possibilità di guarigione (che sono del 90% in caso di diagnosi durante lo stadio 0, precanceroso) e permettere cure meno aggressive. Purtroppo i numeri indicano che, sul territorio nazionale, c’è molta disinformazione circa il problema e riguardo ai programmi di screening, in particolare al sud.

Una prima forma di prevenzione secondaria, a partire dai 20 anni di età, si può fare anche in casa, da sole. L’autopalpazione si rivela un importante gesto, da insegnare già alle giovanissime, per imparare a conoscere il proprio corpo e a riconoscerne eventuali alterazioni. Spesso la diagnosi giunge proprio da “quel noduletto che ho sentito sotto la doccia”.

Le attuali linee guida circa gli esami di screening da eseguire prevedono:

  • Dai 25 ai 40 anni visita senologica annuale. Solo in caso di sospetto concreto è bene approfondire tramite un’ecografia o una biopsia.
  • Tra i 40 e i 50 anni, in caso di storia familiare positiva al tumore al seno, il gold standard è la mammografia, associata ad ecografia.
  • Dopo i 50 anni, invece, ci si dovrebbe sottoporre, con cadenza biennale, a mammografia, in ogni caso.

Durante tutto il mese di Ottobre, ma non solo, nei 397 ambulatori delle Sezioni Provinciali della LILT, presso i Punti Prevenzione, è possibile ricevere maggiori informazioni e, laddove sia necessario, effettuare gratuitamente visite senologiche ed esami diagnostici strumentali.
Non ci sono scuse, quindi: Facciamo prevenzione e proteggiamoci anche noi!

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