“Serenate romantiche” alla Fondazione Banca del Monte



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Le Serenate di Beethoven e di Reger inaugurano l’anno sociale 2015/2016 della Fondazione Banca del Monte

Mercoledì 28 ottobre, presso la Sala “Rosa del Vento” della sede della Fondazione Banca del Monte, in Via Arpi 152, a Foggia, si è svolto il concerto inaugurale dell’anno sociale 20015/2016 della suddetta Fondazione.

Durante la serata, organizzata dall’associazione “Amici della Fondazione Banca del Monte di Foggia”, si è esibito l’ensemble “Nicola Ugo Stame” (Pasquale Antonio Rinaldi, flauto; Laura Aprile, violino; Luigi Vania, viola), intitolato al tenore e partigiano foggiano morto trentaseienne nell’eccidio nazista delle Fosse Ardeatine (24 marzo 1944).

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Nicola Ugo Stame (1908-1944)

L’ensemble è composto da musicisti foggiani, tutti docenti del Liceo Musicale “Poerio” di Foggia.

L’ensemble “Nicola Ugo Stame” ha eseguito la Serenata op.25 di Ludwig van Beethoven (1770-1827) e la Serenata op.141 di Max Reger (1873-1916),  scritte appositamente per flauto, violino e viola. La serenata non è soltanto una composizione vocale, che ha conosciuto un grande successo nell’Ottocento (come quella di Schubert e di Tosti), ma anche una composizione strumentale in vari movimenti, composta prevalentemente per orchestra o orchestra d’archi. Il genere musicale della serenata affonda le sue radici nel Settecento.

Durante questo secolo, soprattutto negli anni’70, venivano scritte composizioni strumentali ”leggere”, in grado di divertire e animare le feste di corte e degli aristocratici, che richiedevano ai musicisti composizioni d’intrattenimento.

Un esempio di serenata settecentesca è la celeberrima Eine kleine Nachtmusik (”piccola serenata”) di Mozart, autore di ben 13 serenate per archi e per fiati. La serenata, però, fu un genere musicale prodotto anche nell’Ottocento, come provano le due serenate di Brahms, quelle per orchestra d’archi di Dvorak e di Tchaikovsky. Ma anche nel corso del Novecento furono scritte alcune serenate, come quella di Leonard Bernstein (autore del famoso musical West Side Story), ispirata al Simposio di Platone.

La serenata di Beethoven, una delle sue composizioni giovanili, risente dell’influsso di Mozart ed è divisa in 7 movimenti, prevalentemente allegri e vivaci. Reger, invece, essendo un compositore tardoromantico, rielabora i modelli settecenteschi e li adatta alle nuove forme del Novecento, producendo un’opera innovativa (a partire dai movimenti, solamente 3).

La serata si è conclusa con una piacevole esecuzione del raro Inno del Decennale di Umberto Giordano, commissionato da Benito Mussolini per celebrare il decimo anniversario della marcia su Roma (28 ottobre 1922). L’Inno di Giordano, eseguito nella trascrizione realizzata da Pasquale Antonio Rinaldi, doveva diventare l’inno d’Italia, sostituendo Giovinezza (inno del Partito Nazionale Fascista) e la Marcia Reale (inno nazionale del Regno d’Italia dall’unificazione del Paese fino all’armistizio dell’8 settembre 1943).

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