Smartphone: siamo spiati 24 ore al giorno!



0

Smartphone, WhatsApp, Facebook, Instagram, Youtube, Google: tanti strumenti che tramuteranno la nostra realtà nelle pagine orwelliane di 1984

Oggi uno smartphone può rivelare molti più segreti di un diario. Ed è molto più pratico: è sempre in tasca, non ha bisogno della penna, corregge gli errori grammaticali e, se ti infastidisce digitare, potrai sempre convertire la tua voce in parole. Sembra fantastico.

SMARTPHONE: SIAMO SPIATI 24 ORE AL GIORNO!
SMARTPHONE: SIAMO SPIATI 24 ORE AL GIORNO!

Tuttavia il diario mantiene la sua parola di essere segreto, lo smartphone no. Appena viene connesso ad Internet, dati crittografici vengono mandati a Google o alla “diagnostica” di Apple. All’interno di questi pacchetti vengono comunicati l’IMEI (indirizzo univoco del terminale mobile) e l’ID del sistema. In questo modo sapranno che quel dispositivo ha quel tale  proprietario. Dopodiché, e ora arriva il bello, quando l’utente installa nuove applicazioni, accetta dei privilegi con cui l’app può ricevere e mandare a sua volta nuove e dettagliate informazioni a terzi. Facciamo qualche esempio.

Conoscerete tutti l’applicazione AccuWeather. Essa sa esattamente dove ti trovi e dove sei stato in precedenza. Shazam ascolta per te la musica che vuoi riascoltare, riconoscendo i tuoi gusti musicali. Facebook conosce la tua famiglia, le persone con cui sei più spesso in contatto, il tuo credo religioso, i tuoi libri preferiti, sa se sei sposato, cosa mangi a pranzo e perfino se ti droghi. E come non parlare di Skype? Se volesse potrebbe dire a tutti che sciupi molto tempo con una donna diversa da tua moglie.

Ma perché gli smartphone sono così affamati d’informazioni personali? Semplicemente perché, in questo modo, le gigantesche aziende pubblicitarie potranno categorizzarci e tempestarci di pubblicità mirata. Come? Esiste un algoritmo in cui tutti i dispositivi identificati vengono smistati a seconda dei propri interessi, ad esempio “moto, donne, sport”. L’azienda potrà usare il risultato della ricerca per raggranellare milioni di nuovi clienti. A discapito, sempre, della nostra privacy.

Leggi anche