Ciao, sono il Gargano. E mi preparo all’estate

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Storia di un Gargano visto solo d’estate

Maggio si sa, rappresenta un pò per tutti l’ingresso con vista salone dell’estate. E’ un mese transitorio, che saluta la primavera con fare piuttosto spavaldo e prepotente. Salvo poi, la primavera stessa, vendicarsi di tanto in tanto con “secchiate” di acqua e grandine. Il caldo, le belle giornate, la voglia di gite fuori porta. Si presenta così la primavera, e maggio ne sa qualcosa. Le prime carovane, i primi panini in spiaggia e relativi tuffi, ma dopo un pò per non bloccare la digestione. Il Gargano torna a sorridere, a riempirsi le tasche di gente che va e che viene.

Ed ecco che Manfredonia, Vieste, Mattinata, Siponto, Rodi, Peschici e zone limitrofe, si rifanno il trucco in vista della bella stagione. Peccato però che la gente, quella che va e che viene, va e viene solo d’estate. E chi lo fa nelle altre stagioni, al massimo è un pendolare. Come se il Gargano fosse un vestito adatto solo per le grandi occasioni, ma che una volta utilizzato va riposto nell’armadio, sotto il cellofan, pronto ad una nuova stagione di buio e anti tarmeGargano

Riaprono i lidi, con migliaia di persone simili alle bacchette dello Shangai, pronte a piantare il famoso “zippo” nella parte più assolata della spiaggia. Carovane di ragazzi e ragazze, vestiti a festa, inizieranno ad invadere discoteche all’aperto e a darsi appuntamento nei lidi. Dall’altra parte, cinquantenni incremati pronti a darsi battaglia al ritmo del “Gioca Jouer”. Insomma, si presenta così l’estate foggiana sul Gargano, o meglio di quelli che decideranno di rimanerci.

Ma quando l’estate finisce..

Perché si, forse non lo sapete, ma la maggior parte di noi andrà in Salento. Perchè il Gargano stanca, sempre le solite cose, sempre la stessa gente, il solito gelato, le solite stradine, il solito sole (quello del Salento, in barba al mistero di Fatima, è più luminoso). Ma arriverà settembre, anche questa volta. Il Gargano, stanco e malandato, tornerà a casa, in una stanza d’albergo. Si spoglierà, si guarderà nello specchio, sarà distrutto. Sarà il solito stanco “ripiego” dell’estate foggiana, tornerà a dormire all’ombra di se stesso.

Guarderà gli anziani, ai tavolini di un bar, giocare a scopone e bestemmiarsi. I ragazzi che prenderanno il treno, quelli che opteranno per il pullman, le signore a fare la spesa, e un altro giorno finire. Che poi, più passeranno i mesi, più le giornate saranno corte, con il sole che si nasconderà nel buio più velocemente, come volesse scappare. I lidi saranno solo spettri di se stessi, con un mare stanco e rassegnato.

Ecco cos’è il Gargano, una “dama di compagnia” utilizzata solo per spassarsela un pò. Ma che dopo, quando avrai le tasche vuote, lascerai mezza nuda sul letto. A leccarsi le ferite, a piangersi addosso. A sperare che, nonostante tutto, possa tornare presto la bella stagione. Senza capire, invece, quanto il Gargano sia la cosa più bella che potesse capitarci. Buon inizio estate a tutti, e divertitevi.