Storie di Foggia: il fantasma che fa i dispetti alle casalinghe



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vico d'angiò e il monaco fantasma
vico d'angiò e il monaco fantasma

C’era una volta un monaco foggiano, che ora è un fantasma che fa innervosire le casalinghe e i passanti di Vico d’Angiò

Vico d’Angiò è una delle stradine più suggestive della nostra città, una di quelle che raccontano qualcosa di una Foggia che non c’è più. Ma, non solo: Vico d’Angiò è anche il posto in cui si aggira, a sentire i racconti delle vecchie generazioni, un fantasma.

Come accertato da documenti antichi, uno dei palazzi presenti in quella strada, era utilizzato dai frati di San Leonardo di Siponto come base per i loro movimenti commerciali.

vico d'angiò e il monaco fantasma
vico d’angiò e il monaco fantasma

La leggenda narra che, tra questi frati, ce ne fosse uno non troppo convinto della sua vocazione; il giovane, infatti, era spesso tentato di spogliarsi degli abiti monacali, a causa del piacere che gli provocava la sola visione delle belle donne che passavano sotto i balconi di quel palazzo.

Il monaco, allora, disperato, non trovò altra soluzione al suo problema che non fosse la fuga; per non essere visto, decise di utilizzare come via di fuga lo sfiatatoio dell’antico camino che rendeva quella strada architettonicamente meravigliosa.

La fuga, però non andò a buon fine: sembra, infatti, che il protagonista della vicenda fosse un po’ sovrappeso e, a causa di ciò, rimase incastrato nello sfiatatoio, nel quale fu ritrovato morto per asfissia.

Sempre secondo la leggenda, fu proprio la cattiva condotta dell’uomo a far sì che, alla sua morte, egli diventasse un fantasma, un fantasma dispettoso, che, ancora oggi, cerca di spaventare gli abitanti del vicolo, soffiando su i panni stesi ad asciugare.

E voi, lo avete mai visto il fantasma del monaco dispettoso?

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