Successo per lo Shakespeare di Cecchi

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La dodicesima notte, una delle più belle e divertenti commedie shakespeariane, sarà replicata questa sera.

Sabato 6 febbraio, presso il Teatro Comunale “Umberto Giordano” di Foggia, Carlo Cecchi e la sua compagnia hanno portato in scena La dodicesima notte, una commedia di Shakespeare ispirata al modello latino dei Menecmi di Plauto e a una commedia rinascimentale, Gl’Ingannati, composta dai soci dell’Accademia degl’Intronati di Siena.

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La dodicesima notte, una delle più belle e divertenti commedie shakespeariane, sarà replicata questa sera.

La dodicesima notte è una commedia d’equivoci, d’intrighi, di travestimenti, di beffe, di scambi di persona, in cui le burle e le battute licenziose sanno conquistare il favore del pubblico, ma, soprattutto, una commedia in cui l’amore trionfa. L’amore è il motore di questa commedia carnevalesca, ma anche la follia ha il suo peso. Ma non bisogna dimenticare che Shakespeare allude anche al matrimonio tra individui dello stesso sesso. Attualità pura, quindi.

La compagnia di Cecchi ha saputo ben interpretare il testo shakespeariano, tradotto con cura dalla poetessa Patrizia Cavalli (la sua traduzione è una delle migliori di sempre). Tra gli undici attori, oltre a Cecchi, meritano una menzione particolare Vincenzo Ferrera e Loris Fabiani: il primo ha interpretato Sir Toby, lo zio panciuto e beone della contessa Olivia, che dispensa perle di saggezza solo quando è in preda all’alcool; l’altro ha vestito i panni di Sir Andrew, il codardo signorotto di campagna innamorato della bella Olivia, protagonista insieme a Sir Toby di esilaranti sketch.

Carlo Cecchi si è calato perfettamente nella parte di Malvolio, il severissimo e puritano maggiordomo della bella Olivia, beffato dai cortigiani e dalla servitù della sua padrona. Cecchi ha strappato sorrisi in divertenti balletti a dir poco tragicomici e, soprattutto, nella scena della lettera, in cui viene ingannato dalla coppia Toby-Andrew e dalla cameriera Maria. Due  settimane fa ha compiuto 77 anni, ma l’età non gli ha impedito di riuscire a conferire un’aura tragica ad un personaggio che cade nel ridicolo nel momento in cui si innamora della sua padrona. Le sue calze gialle e la sua giarrettiera a croce, indossate per corteggiare l’amata, conquisteranno anche stasera il pubblico foggiano.

La scarna scenografia, composta soltanto da una pedana girevole sulla quale gli attori hanno anche danzato, ha messo in luce tutto il potenziale della commedia shakespeariana. I costumi, poi, non sono risultati particolarmente fedeli all’epoca di composizione della commedia, ma si  riferiscono al secolo seguente. La pièce ha usufruito di musiche di scena composte da Nicola Piovani, premio Oscar nel 1999 per La vita è bella. Eleganti, ma anche scherzose e leggere, queste brevi musiche di scena hanno offerto un importante contributo alla rappresentazione dell’opera. A metà tra lo stile di Nino Rota e del Prokofiev di Pierino e il lupo, Piovani ha realizzato una partitura sicuramente affascinante, ma anche equilibrata. Le musiche di Piovani sono state eseguite direttamente sul palcoscenico. Tre musicisti, collocati ai lati della pedana, si sono alternati al flauto, alla chitarra, allo xilofono, alla batteria e alla tastiera.

Dopo una canzone cantata dal buffone (Dario Iubatti), il sipario è calato sotto applausi scroscianti provenienti da ogni palco, dal loggione e dalla platea. Ma la magia di Shakespeare e della regia di Cecchi continuerà stasera, ottenendo sicuramente un altro grande successo.