Tolleranza Zero abbassa la serranda

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tolleranza zero

Prossima la chiusura del Tolleranza Zero, prima dell’estate calerà il sipario sul coraggio, la cultura e la voglia di cambiare e costruire

”Cari amici, senza perderci in lunghi preamboli vi diamo la notizia: prima dell’estate la nostra avventura con il Tolleranza Zero giungerà al termine. Non sarà immediato, ci saranno ancora tante serate da passare insieme (mi raccomando, non siamo ancora chiusi 🙂 ) e cercheremo di onorarle al meglio – insieme a voi ovviamente – ma beh, ci sembrava onesto dirvelo.”

Questo uno stralcio del post (qui per intero) con cui i proprietari del Tolleranza Zero, Davide Clara e Marta Manna, hanno annunciato su Facebook ai loro clienti la prossima chiusura di quello che è stato più che un semplice locale. Irvine Welsh nel suo “Tolleranza Zero” scrive: “Ci vuole uno eccezionalmente forte per dire: basta.” Ed il coraggio è stato il fil rouge di questa avventura lunga cinque anni: all’inizio il coraggio di essere diversi, andando controcorrente, il coraggio di dire basta alla fine.

Era un leggero pomeriggio primaverile, il 24 aprile 2012, quando Vladimir Luxuria tagliava quel nastro e principiava, con tutto l’entusiasmo di un inizio, il progetto Tolleranza Zero. Il primo caffè libreria foggiano, specializzato in cultura alternativa e GLBT (gay, lesbo, bisex, trans), per provare a dare voce e spazio a chi e a ciò che di spazio non ne trova, perchè non gliene viene dato. È stato, ed è ancora, il luogo dove chi ha amore per la cultura ha potuto sentirsi a casa. Musica, libri, fotografia, psicologia, discussioni e riflessioni sono stati i protagonisti del Tolleranza. 

“ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora […]
ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione”

Infatti con lo stesso clamore della partenza è stata accolta la notizia della conclusione. Dopo quel post da molti sono giunti messaggi, manifestazioni di affetto, reazioni sorprese ed indignate. Un’indignazione che però giunge tardi probabilmente: non sai mai quanto ami qualcosa finchè non la perdi. Foggia forse non si è dimostrata pronta per realtà come questa, per chi va in direzione ostinata e contraria, per dirla alla Faber. Quando e se quella saracinesca si chiuderà, dietro di sè lascerà chiusi i sogni, la cultura, la voglia di provare a cambiare le cose.

“Nel mezzo c’è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire”

Il Tolleranza Zero ha provato ed in fondo è riuscito a costruire qualcosa di nuovo, durante il suo percorso. Come si sono augurati Marta e Davide nel loro appello, si spera di poter continuare a costruire ancora, se qualcuno vorrà prendere il comando di questa nave che forse non ha ancora terminato la propria traversata.