Umberto Berardi: una giovane mente brillante



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Umberto Berardi
Umberto Berardi

A poco più di un mese dalla vittoria dell’Issnaf Awards, Umberto Berardi ci ha rilasciato un’intervista, in cui ci racconta il suo percorso lavorativo e i suoi progetti futuri…

L’ISSNAF (Italian Scientists and Scholars of North America Foundation) è una fondazione la cui missione è promuovere la cooperazione scientifica, accademica e tecnologica tra i ricercatori italiani e studiosi attivi in Nord America e il mondo della ricerca in Italia; ogni anno assegna 5 premi da conferire alle eccellenze italiane negli Stati Uniti e in Canada. Quest’anno, tra i premiati, presso l’Ambasciata italiana di Washington, figura il nome di Umberto Berardi, giovane troiano di 32 anni, premiato come Miglior Ingegnere.

Dopo una laurea presso il Politecnico di Bari in Ingegneria Edile-Architettura e un Master a Southampton, il nostro conterraneo è diventato professore associato alla Ryerson University di Toronto e dirige, ormai da quattro anni, il Building Science Lab, un laboratorio di ricerca sulle tecnologie edilizie dove guida un gruppo composto da 10 ricercatori tra studenti di master e di dottorato.

Il Building Science Lab, che Umberto Berardi dirige da quattro anni
Il Building Science Lab, che Umberto Berardi dirige da quattro anni

A poco più di un mese dalla vittoria di questo importantissimo premio, ecco l’intervista che ci ha rilasciato.

L’intervista

Dalla Puglia a Torino, per approdare a Southampton e infine a Toronto. Un’esperienza non di poco conto, nonostante la giovane età. Come vive tutto questo?

Direi che mi diverto lavorando molto.  e poi lavoro fino a tarda notte. I ritmi di lavoro nord americani sono spesso serrati (non ci sono lunghe pause pranzo perché tutti finiscono di lavorare alle 17 e non esistono pause caffè), quindi, quando continui a lavorare fino all’una di notte, hai lavorato (complessivamente) molte ore in più di tanti colleghi.

Cosa significa per lei il premio ricevuto?

Fa molto molto piacere. Fa piacere perché da senso a molti sacrifici. Aver portato avanti un Master in Inghilterra mentre veniva a mancare mio padre e poi aver iniziato e terminato il dottorato di ricerca mentre lavoravo per dare continuità allo studio tecnico di famiglia, non è stato facile. Oggi penso che molte persone che mi conoscono abbiano capito che essere lontano oltre 6000 km è una cosa che si fa con sacrificio e con il duro lavoro, ma può dare enormi soddisfazioni. I miei professori e molti miei colleghi hanno verificato il valore delle ricerche in tema di energia e edilizia, temi spesso considerati poco innovativi.

Quando il Corriere della Sera ha dedicato un articolo a questo traguardo devo dire che ho ricevuto chiamate da parte dei docenti delle scuole medie che non sentivo da 15 anni e di gente che mi chiedeva consigli sulla volontà di iscriversi al corso di laurea in ingegneria, insomma dare valore a quello che si fa e contagiare di entusiasmo chi ti circonda è certamente il motivo di orgoglio maggiore!

Come sta procedendo la sua ricerca e cosa si augura per il futuro?

I miei progetti e le mie ricerche mirano a rendere gli edifici termicamente isolati e in grado di essere vivibili anche in “regime passivo”, ossia ricercare nuovi sistemi edilizi che permettano agli edifici di non aver bisogno di essere riscaldati e/o raffreddati con sistemi di climatizzazione. In particolare, mi occupo di materiali innovativi nei sistemi edilizi: finestre in aerogel, altamente isolanti, o materiale in cambiamento di fase, dalla capacità termica molto alta.

Questi materiali permettono di stabilizzare la temperatura all’interno di un edificio e hanno il vantaggio di garantire la resilienza di un edificio, ovvero la capacità di mantenere la temperatura acquisita per un buon periodo di tempo. Uno degli ambiti di studio centrali nel mio laboratorio è l’invecchiamento degli edifici fatti con materiali innovativi: capire, da qui a 50 anni, come cambia e se si mantiene alta l’efficienza delle prestazioni iniziali.

A questo punto, non possiamo che augurargli il meglio, affinché la sua carriera possa essere sempre ricca di soddisfazioni!

 

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