Un calcio alla crisi ed il Foggia sorride

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Ora la classifica del Foggia fa meno paura e la panchina di Stroppa scricchiola meno

Non c’erano alternative. Solo i tre punti potevano restituire quel minino di serenità per riprendere il cammino. A tutti. A Stroppa sopratutto. Era lui che (la legge del calcio non ammette deroghe) ci avrebbe rimesso le cosìdette “penne” se il Foggia malauguratamente non fosse tornato dal Piemonte con tre punti in tasca e la riconquistata dignità smarrita contro il Parma.

Certo, se il Foggia ha raccolto meno di quello che avrebbe potuto dopo undici giornate di campionato la colpa non è solo del suo allenatore. Le componenti sono diverse: campagna acqusti appena sopra la sufficienza ed alcune vicende gestite malissimo (Sarno, Milinkovic e Di Piazza).

Ma quando si vince (e meno male) passa tutto in secondo piano. E’ il bello del calcio. Ed il Foggia ha diritto di sorridere dopo la squillante vittoria sul campo di una diretta avversaria. Quel Pro Vercelli di Grassadonia che sembrava dovesse infliggere il cosìdetto “colpo di grazia” ad una squadra prima disorientata dall’assurdo tre e altre di Cesena e poi umiliata dallo zero-tre casalingo con il parma. Già perchè ancora una volta i novanta minuti sono partiti in salita. Ed ancora una volta la retroguardia rossonera è stata capace di pasticciare su un pallone partito da un calcio piazzato e tutt’altro che pericoloso.

Il guizzo di Deli ha cambiato tutto. Rigore per il Foggia, Pro Vercelli in dieci, e ecco che la dinamica della gara cambia direzione. Il Foggia si ritrova. Riprende a macinare quelle idee di gioco care a Stroppa. Si impossessa della gara. I millecinquecento tifosi capiscono che l’impresa è possibile e non smettono un secondo di cantare.

Mazzeo si conferma leder indiscusso. Ogni sua partita equivale ad una sonora “pernacchia” a chi, ed erano in molti, non lo ritenevano all’altezza della serie B. Da segnalare anche l’ottima prova di Celli. Fino a domenica pomeriggio oggetto misterioso. E poi Chiricò. Anche lui paradossalmente messo continuamente in discussione. Ed ancora una volta determinante. L’unico in grado di dare imprevedibilità alla manovra offensiva rossonera.

Per una settimana fa meno paura anche la classifica. Il quattro a uno è ossigeno puro ache per il morale. Ora Stroppa può lavorare in vista della Cremonese con maggiore tranquillità. Non ha sul collo il fiato di chi lo avrebbe voluto già con la valigia in mano. Ha vinto e convinto. Altro giro altra corsa. Sotto a chi a tocca.

g.c.