Venerdì santo: una meditazione musicale a San Michele



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I due cori e i solisti eseguiranno musiche di Bouzignac, Bach e Fauré durante il venerdì Santo

Venerdì 03 aprile, presso la chiesa di San Michele Arcangelo, si terrà una meditazione musicale per il Venerdì santo. Per commemorare la passione e la crocifissione di Gesù, il coro ‘’Leonardo Murialdo’’, diretto dal maestro Antonio Forchignone, e il coro ’’Regina della Pace’’, diretto dal maestro Giuseppe Cagiano, eseguiranno, accompagnati all’organo da Angelo Nasuto, insieme al soprano Antonella Delli Carri e al basso Carlo Monaco, musiche di Bouzignac (Ecce Homo), Bach (O capo insanguinato) e Faurè (Requiem).  L’evento, con ingresso libero, si svolgerà a partire dalle ore 21.00.

L’Ecce Homo di Guillaume Bouzignac, compositore francese vissuto a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, è un breve ma intenso mottetto, adatto al raccoglimento e alla riflessione. Esso verrà eseguito a cappella, probabilmente al buio.

ritasglioO capo insanguinato, traduzione italiana di O Haupt voll Blut und Wunden, è un corale tratto dalla Passione secondo Matteo, l’immenso capolavoro scritto da Johann Sebastian Bach per due cori. Il testo di questo corale è la traduzione in tedesco di un inno medievale scritto in latino, Salve mundi salutare, attribuito a Bernardo di Chiaravalle e ad Arnolfo di Lovanio, monaco cistercense e abate del monastero di Villiers, cittadina situata nella provincia belga del Brabante. L’autore della traduzione tedesca è Paul Gerhardt, un teologo luterano particolarmente utilizzato da Bach per le sue composizioni sacre. Questo inno ha goduto di una certa fortuna musicale, come attesta il suo inserimento nella Via Crucis composta da Franz Liszt tra il 1876 e il 1879, ma eseguita solo nel 1929.

Il Requiem è probabilmente la composizione più famosa e registrata di Gabriel Fauré, una delle figure musicali francesi più importanti tra il XIX e l’inizio del XX secolo. Questo Requiem si distingue dagli altri composti nel XIX secolo perché non intende essere un’opera spettacolare: i solisti e il coro non sono impegnati in momenti quasi operistici, come succede invece nei Requiem di Hector Berlioz e di Giuseppe Verdi, perciò i 7 movimenti che compongono questo Requiem sono caratterizzati dalla dolcezza, da tinte chiare, dal desiderio di intimità. Ascoltando questa messa, la morte appare non come una transizione dolorosa, ma come una liberazione che conduce l’uomo verso la felicità. Il Requiem di Fauré non prevede la presenza del Dies Irae, la sequenza latina scritta probabilmente dal francescano Tommaso da Celano, primo biografo di Francesco d’Assisi, perché è conforme al rito gallicano.

Nel 3° e nel 7° movimento del Requiem di Fauré, nel Sanctus e nell’In Paradisum, c’è anche l’arpa, suonata da Roberta Procaccini.

 

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