Quando Vienna sognava a ritmo di valzer



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Il M° Pasquale Iannone

Uno strepitoso successo quello del M° Pasquale Iannone: i valzer di Strauss e le opere di Schubert e Brahms conquistano il pubblico foggiano

Come splendono i palchi aurati di bellezze superbe! che bizzarra compagnia di maschere! che festa di colori! Oh! il delizioso valtzer de lo Strauss, il Sangue Viennese…”, scriveva il sedicenne Gabriele D’Annunzio in una delle sue prime poesie, Febbre, contenuta nella sua prima raccolta poetica, Primo vere, pubblicata nel 1879. Ed è Strauss l’autentico protagonista del concerto che il pianista barlettano Pasquale Iannone ha tenuto il 21 gennaio al Teatro Giordano di Foggia.

Il concerto

Se la prima parte del concerto prevedeva due classici del repertorio pianistico dell’Ottocento, la Sonata in la minore D.784 di Schubert (una delle sue sonate meno note) e i primi tre dei sei Klavierstucke op.118 di Johannes Brahms (i primi due Intermezzi e la Ballata), caposaldo della letteratura romantica per pianoforte solo, la seconda parte – particolarmente originale, soprattutto se si considera che il pubblico foggiano non ha mai potuto ascoltare tali composizioni – è stata dedicata completamente alla figura  di Johann Strauss II, il Re del valzer, spesso considerato un compositore minore per via della sua produzione prevalentemente da ballo (non è stato Calvino, nella prima delle sue sei Lezioni americane, ad insegnarci che la leggerezza non è sinonimo di superficialità?).

Pasquale Iannone, infatti, ha eseguito con grandissima maestria e sentimento alcune trascrizioni di celebri composizioni straussiane e fantasie su temi dell’autore dello Zingaro barone e di Una notte a Venezia: tre deliziose polke, nella mirabile trascrizione di Otto Schulhof (al quale i nazisti vietarono l’insegnamento e l’attività concertistica), come la Fledermaus-Polka (su temi, ovviamente, dall’operetta più fortunata di Strauss, Il Pipistrello, Die Fledermaus appunto, mai rappresentata a Foggia), la Pizzicato-Polka (composta originariamente a quattro mani da Johann e Josef Strauss, uno standard dei Concerti di Capodanno viennesi) e la Spielhur-Polka, la dolcissima polka del carillon, in cui Schulhof combina efficacemente temi tratti dalla Pizzicato Polka e da Im Feuerstrom der Reben, la canzone dello champagne che, nel Pipistrello, viene intonata dal principe Orlofsky e dal coro; ma è nell’esecuzione dei valzer che Iannone stupisce maggiormente.

Il Maestro, infatti, dopo aver eseguito la trascrizione di Fruhlingstimmen, compiuta dal grande pianista Ignaz Friedman, ha affascinato il pubblico foggiano con l’esecuzione di due ardite fantasie composte dal pianista polacco Moriz Rosenthal, allievo di Liszt (che con Strauss, al piano, duettava spesso), su alcuni celebri valzer di Strauss, maestro di voluttà e di fascinazioni sonore: per la prima volta i foggiani hanno udito il Cagliostro-walzer (tratto appunto dall’operetta Cagliostro a Vienna), Man lebt nur einmal! (Si vive solo una volta – il titolo di questo valzer ”in Ländler-style” deriva da una citazione tratta da una tragedia di Goethe, Clavigo, composta dopo il fortunatissimo Werther), Tausend und eine Nacht (Le Mille e una Notte, dall’operetta Indigo e i quaranta ladroni), Freut eich des Lebens (Godetevi la vita), Du un Du (Tu e tu, il popolarissimo valzer dal Pipistrello – così popolare da essere inserito anche in alcuni film come Storia di una ladra di libri) e il sempreverde Sul bel Danubio blu.

La locandina del concerto
La locandina del concerto

La danza viennese

In programma, anche una danza viennese composta da Friedman su motivi di Eduard Gartner, contemporaneo di Strauss. Se Iannone ha dato un’ottima prova del proprio talento eseguendo Schubert e Brahms, la splendida esecuzione del programma straussiano ha confermato le sue eccezionali doti pianistiche, non comuni per questo repertorio inconsueto e singolarissimo, intriso di sincera gaiezza e di riverberi di un passato spesso dimenticato, ma che è insito nella nostra anima ed è incancellabile dal nostro cuore europeo.

Con grande stupore del pubblico, che ha costantemente tributato applausi scroscianti al Maestro, Iannone, una volta terminata la seconda fantasia di Rosenthal, ha regalato ben quattro bis, tra cui un preludio di Chopin (l’ottavo) e il delicatissimo Kupelwieser walzer di Schubert, dedicato al pittore austriaco Lepold Kupelwieser, ottenendo ancora una volta un autentico trionfo, meritatissimo.

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